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Sono Moreno nella vita reale e never-more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole.
Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia con Marilisa e i nostri figli Simone e Alessandro.
Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini.
Questa... (continua)
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Amore mio
con queste parole affidate
al vento
ti mando a dire
del tempo che scorre
e di quando
avvolto dalla fragranza di te
m’abbandono in quel sorriso
d’aulentissima fresca rosa
scapicollandomi come fanciullo
che rincorre nel refolo
colorati... leggi...
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L'orma della tua consistenza
impressa a fuoco sulla mia pelle
trasla la complessione
nell'aulenza del tuo delta
Nell'espanso dei condivisi fremiti
l'ardore veste di lussuriose movenze
il lambirsi d'adamitici
bramosi corpi
In un crescente... leggi...
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Guardi quel maschio ancestrale, epicureo gaudente fra le tue calde braccia di messalina,
divenire asceta virtuoso nel baciare i propri figli e la madre di essi.
Come fragile anfora dall'apparente durezza colma di inezia
in ogni donna non consanguinea... leggi...
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Nel giovane leone la rabbia e il disprezzo esondano dal centro come acqua pazza,
e come l'acqua pazza dopo la mareggiata torna nel mare
la rabbia e il disprezzo rovinano nel tracotante cuore.
Il vecchio con un annoso vomere traccia solchi... leggi...
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Senza te sarei stelo senza corolla,
sterile caule privo di umbellato,
fastello inaridito e spinoso tenuto avvinto da una lurida sagola,
peduncolo mozzato, ricco solo di spine adunche,
orfano del colore negato.
Senza te sarei solo un uomo condannato... leggi...
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Le mie gambe immobili colonne di marmo,
la pavidia che m'immolle e mi frena,
il treno è partito e io calpesto il selciato.
Il salato degli occhi traccia una smorfia sul mio volto,
fragile donna che non conosci perdono
ti dono questa faccia... leggi...
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Moreno Tonioni
Le sue 131 poesie
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Mi donasti immenso ardore
mischiando il gemino in un unico calore
Ora che lo scisso si va compiendo
beato rimembro il di te
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| Ho percorso una molteplicità
di dissimili sentieri
indagando dell'umano
l’angosciante contrapposizione dei verdi
incapaci di quella convivenza
deliberata nel ludo
Osservando l’edera avvinghiarsi al leccio
il leccio oscurare la felce
e la
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 | Cieco di sguardi accarezzo la bisogna
vagheggiando policromi aquiloni
che più non solcano di piacere pago
l’azzurra etra delle tue gesta
ove la mia ambizione barulla
tremebonda fra argini di consapevolezza
e limitare
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 | L'orma della tua consistenza
impressa a fuoco sulla mia pelle
trasla la complessione
nell'aulenza del tuo delta
Nell'espanso dei condivisi fremiti
l'ardore veste di lussuriose movenze
il lambirsi d'adamitici
bramosi corpi
In un crescente
leggi

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 | §
Nel romitaggio
dell'anima devota
concupisco
l'affastellamento dell'orme
dei gemini
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 | Le mie mani di sabbia
inabili alla presa
imbibite
nella rugiada del dolore
fondono
nel tuo
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 | Dello scopamico mi accingo a narrare
lavoratore precario ed interinale
che nulla chiede o gli spetta
oltre mercede immediata e diretta
Lascia ch'io lo descriva e rappresenti
senza trattenere parola fra i miei denti
Di questo oscuro figuro voglio
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 | Il privato è l'ambito più narrato
da chi vuole esser ricordato.
L'entourage indiviso
non compiace al narciso.
Edonismo accigliato
del papavero ignorato.
Rinomanza mancata
nella privacy rispettata.
Tu di lui non ti vuoi
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 | Non amarmi
del sordo inciso
della carne all'osso
Astraendomi
dal cieco pedissequo
Ma
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 | Orsù spogliati
dei tuoi sfuggenti panni
tu
che in quel d'aprile
hai affrancato dalla terra
l'inaridita anima mia
inciampata greve
nelle tue circostanze
Suggeriscimi
il tuo nome
affinché possa
narrarne le gesta
al vento
e
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 | Stanco come il giunco che piegato dai venti
volge il capo al suolo
disegno eterei cerchi di fumo nella nebbia
avvolgendo quel ristagno d’acqua morta
ove ricusai indottrinamento e fede
Tediato dal cicaleccio frivolo d’ignavi ranidi
volgo il passo
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 | Nell'alonato di noi
abbiamo migrato fra cielo e stelle
mirando sole e luna
e ora nell'orma della ragione
n'affidiamo il riflesso al cheto stagno
imbellettandolo di luce e suggestione
Fagocitando l'uzzolo
abbiamo generato la
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 | Sparire dormire
forse morire
non più soffrire
gioire
oppure sbasire
Sparire per non svisare
nell'anima da abbrumare
Sparire dormire
forse morire
non più "si" dire
ma obbiettare
oppure avvizzire
Dormire per non
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 | "io t'amo"
mi hai detto
strappandomi a morsi
il cuore dal petto
Ora nel mio vuoto nulla
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 | Le tue labbra di fresco pesco
si posarono lievi
sui miei occhi di mare
sgravandone il
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